Il Trequartista

Stagione 1,
40 min

Jonah Lomu

17 Febbraio, 2020

A 20 anni Jonah Lomu realizza quattro mete rivoluzionarie in una partita di coppa del mondo contro l’Inghilterra. Da quel giorno il rugby non è più stato lo stesso. Ripercorriamo la traiettoria magica di questo campione maori che ha scritto pagine memorabili di sport con gli All Blacks.

La firma di Giorgio

Troppo. Per provare a prenderlo, per tentare di arrestarlo, per provare ad imitarlo. Troppo. Dunque, troppo poco. Jona Lomu è un totem di legno pieno, issato sul campo, un campo grande come il firmamento. Sta lì, per sempre come un mago, un portento, più potente di Mandrake, di Houdini, travolgente come un supereroe da fumetto eppure vero, vivo al punto da sradicare teorie, opinioni, ipotesi e avversari. Un tifone, con il nero come optional da lusso, da aristocrazia ovale. Un mostro buono, che all’improvviso siede, quieto, racconta, fa partire una carezza dolcissima e lenta.
Nei due tempi di gioco una furia. Avrebbe meritato un lunghissimo terzo tempo e invece niente, zero, campo chiuso, lo sconforto assoluto di uno spogliatoio vuoto. Come se fosse proprio quello il gran finale: monco, precoce e silenzioso in luogo di una celebrazione, di una bella festa. Lomu ha fatto miracoli per guadagnarsi una birra gelata, ha fatto il fenomeno per regalarci una bevuta da fine gara. Ma era troppo, mannaggia, per noi, si capisce; persino per lui. Colpito, ucciso da un nemico invisibile, costretto in un destino leggendario al pari della sua vita breve, tanto intensa da apparire irreale. Il totem lo si vede da qualunque punto, lo di distingue al colpo, ovunque. Tutto bene? Mica tanto. Perché forse avremmo potuto frequentarlo ancora, persino dimenticarci di lui, concedendogli un tempo da riposo e oblio, una pinta chiara sotto un porticato, osservando i suoi figli crescere, con la speranza che non somigliassero troppo al loro formidabile, friabile papà.

 

Note dell’episodio
  • 0:31

    18 giugno 1995

  • 8:57

    La nascita del rugby, un po’ di storia

  • 13:43

    La filosofia del rugby

  • 20:42

    L’atleta, l’uomo, il guerriero

  • 26:13

    La malattia

  • 16:04

    Pantani attacca

  • 30:21

    Il funerale e l’haka collettivo

  • 33:13

    Quella volta che Lomu venne al Rugby Milano

  • 36:31

    Lomu, uno di noi

  • 37:22

    La firma di Giorgio

Chi è Jonah Lomu

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Siona Tali “Jonah” Lomu è stato un rugbista a 15 neozelandese, in carriera attivo nel ruolo di tre quarti ala. Considerato tra i migliori rugbisti di ogni epoca nonché il testimonial più eminente del nuovo corso del rugby professionistico dopo le sue prestazioni alla Coppa del Mondo di rugby 1995 in Sudafrica, subì una brusca interruzione della carriera a soli 24 anni a causa di una sindrome nefrosica che rese necessario un trapianto di rene; ebbe un breve rientro in attività, ma i problemi di salute derivanti dalla sua malattia non ne permisero mai un completo ritorno ai livelli di prima del 1999 e, nel 2010, si ritirò definitivamente dopo una stagione da dilettante in Francia.
La sua malattia renale è considerata tra le ragioni primarie di un arresto cardiaco a causa del quale morì ad Auckland, sua città natale, il 18 novembre 2015.

 

Con Giorgio Terruzzi, Carlo Pastore. A cura di Alessio Albano.
Sound: 731 LAB
Cover art: Alby Antoniazzi
Una produzione: 731 LAB

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